
Giancarlo Zampini è stato il cronista storico di Tiziano, quello che quando nessuno pensava ancora di avere a che fare con «il Terzani», registrava le sue parole per futura memoria.E Tiziano, come tutti quelli che scrivono e che mai si sentono sicuri di fronte ai loro lettori, mai sanno con certezza se sono riusciti a farsi capire o no, era grato al suo Zampini che dovunque lui parlasse, a poche persone o a tante, sbucava fuori rassicurante, blocchetto di appunti e microfono alla mano per pubblicare il giorno dopo un articolo su La Nazione. Con rispettoso entusiasmo e orecchio fine Giancarlo gli è sempre stato a fianco, a Orsigna o Pistoia o altrove nella montagna pistoiese, ed è a lui che dobbiamo le registrazioni, qui fortunatamente tutte riprodotte, di molti discorsi di Tiziano che altrimenti sarebbero spariti col vento. Orgogliosamente Tiziano diceva ai potenti di questa terra: «Voi fate la storia. Ma senza di me che la scrivo, la storia non esisterebbe!» E così dico anch’io: Senza Giancarlo Zampini che l’ha registrata, tanta storia di Tiziano Terzani non esisterebbe. Per questo gli dico grazie, augurando a questo suo libro, sincero e ricco di tanti begli episodi, un lungo viaggio.
Angela Terzani Staude
Firenze, marzo 2009
A seguire il primo dei quarantadue capitoli che compongono il libro
L’inizio di una bella storia
L’Orsigna: ultimo amore
“….Torno sempre anch’io e sempre più mi domando se, dopo tanta strada fatta in cerca d’un senso all’insensata cosa che è la vita, questa valle non sia dopotutto il posto più altro, il posto più esotico e più sensato; e se, dopo tante avventure e tanti amori per il Vietnam, la Cina, il Giappone e ora l’India, l’Orsigna non sia – se ho fortuna – il mio vero, ultimo amore”. Agosto 1998
Ho scelto quanto scritto da Tiziano Terzani nell’ultima pagina – dell’ultimo capitolo del suo libro “In Asia” – per fare capire a tutti coloro che avranno la possibilità di leggere dei miei incontri con il grande giornalista – scrittore in quale misura egli amava Orsigna.
Mia intenzione, come ad oggi nessun’altro ha fatto, è mettere in luce il rapporto d’amore nato fra Tiziano Terzani e questa frazione montana del comune di Pistoia, a due passi dal confine con l’Emilia Romagna. Il paese che lo ha accolto da ragazzino nel lontano 1945, che ha continuato a frequentare anche dopo, quando è diventato uomo, marito, padre, giornalista e scrittore.
Ho parlato a più riprese con Tiziano Terzani, so bene cosa ha significato per lui essere cresciuto in questa valle benedetta da Dio. Ad Orsigna ha fatto volare i suoi aquiloni, ha vissuto il primo innamoramento, si è costruito una casa, è entrato a fare parte della comunità come un orsignano vero, ha vissuto il quotidiano come tutti gli altri residenti.
E’ stato uno dei maggiori promotori del paese, organizzando assieme alla Cooperativa Val d’Orsigna e Pubblica Assistenza – oggi diventata Associazione Culturale – numerosi eventi. Con il distacco ufficiale dal mondo dell’informazione – eravamo a metà degli anni 90 – Tiziano Terzani aveva moltiplicato le presenze presso la sua casa “Al Contadino”, così come la collaborazione con le due associazioni.
Un’altra forte motivazione che mi ha spinto a raccontare questa bella storia è stata la curiosità che ho letto sul viso di tante persone quando raccontavo loro della conoscenza di Tiziano e di Orsigna. Occasioni in cui mi sentivo realmente un privilegiato: alla gente apparivo come uno che aveva visto la Madonna.
Mio intendimento è che questa “magica” frazione sia considerata per quello che è realmente, la sua gente per quello che ha fatto nel mantenerla in vita nel corso dei secoli. Se Tiziano Terzani ha amato all’infinito questo paese, tanto da fargli godere una visibilità maggiore della sua natia Firenze, significa che il rapporto che aveva istaurato era di grande qualità e quantità.
Nel corso degli ultimi dieci, quindici anni, Terzani – Orsigna si è dimostrato un binomio ancora più vistoso: da una parte l’uomo che ha contato i morti su tutti i fronti del mondo, prima in Vietnam in seguito in Cambogia, che spesso si isolava in una baita sui monti dell’Himalaya; dall’altra la quiete di Orsigna, l’Himalaya italiano, come usava spesso ricordare.
Da sottolineare le numerose dichiarazioni d’amore che Tiziano non ha mai lesinato per questa frazione – bella da morire – dove ci si può arrivare solo se lo si desidera: esiste una strada soltanto che porta in paese, prosegue per un paio di chilometri per poi diventare una mulattiera che sale fino in “Piangrande” ed al rifugio di “Porta Franca”, terra di pascoli per i pastori a quasi 1600 metri di altitudine.
Strano è stato il destino. Se Gerardo, il padre di Tiziano, non avesse conosciuto l’esistenza di Orsigna questa storia d’amore non sarebbe mai nata, così come se Tiziano avesse goduto di una salute di ferro. Merito del “Divino” – come usava spesso dire – e degli orsignani, gente diversa dagli altri in tutto, siano essi pastori, carbonai, mugnai, muratori, allevatori di bestiame o boscaioli.
Mi sono chiesto più volte se questa storia poteva nascere in qualche altro paese: non so.…..a Vallombrosa, oppure sulla Consuma, forse nell’alto Mugello, a Castagno d’Andrea o San Godenzo, a Pelago o sul Pratomagno! Non lo so, non lo so proprio, queste nominate sono alcune località che si trovano in provincia di Firenze e gravitano nel capoluogo toscano, ma non riesco ad immaginare una storia d’amore di Tiziano Terzani con una località montana che non sia Orsigna.
A dire il vero, un’altra importante storia Tiziano l’ha vissuta, mi riferisco all’Himalaya – quella asiatica – ma è arrivata dopo, molto dopo.
Continua……………..
PER ALCUNE FOTO DELLA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL LIBRO VEDI ARCHIVIO APRILE 2009