feb 27

Mercoledì 11 gennaio Folco Terzani era a Pistoia presso la Biblioteca San Giorgio dove ho avuto l’onore di presentare il suo ultimo libro, “A piedi nudi sulla terra”, Mondadori editore. Assieme a lui anche Marco Ghianda, giovane autore di Rovigo, che ha pubblicato il suo primo libro, “L’altra faccia della vita”, Caosfera edizioni. Terminata la presentazione ci siamo spostati tutti presso gli studi di TVL, dove abbiamo fatto mezz’ora di televisione un po’ diversa dalle altre, acqua e sapone, del tutto improvvisata. Con piacere la proponiamo ad un pubblico ancora più vasto.

Giancarlo Zampini

dic 31

Intervista video a Tiziano Terzani ed Angela Terzani Staude, di Giancarlo Zampini

Orsigna, 11 Agosto 2001

“Quel pomeriggio di fronte il Mulino di Giamba, a due passi dal torrente, pregai Tiziano di rilasciarmi una intervista, lo stesso accettò di buon grado, fu molto generoso. Ci sedemmo assieme ad Angela Staude e l’operatore di TVL, Andrea Fiorati, ai margini di un boschetto. Ad ogni domanda lui rispondeva come un fiume in piena, aveva voglia di parlare, fui davvero fortunato. Quel giorno davanti il Mulino di Giamba si tenne uno spettacolo teatrale, idea di Tiziano Terzani, una forma di spettacolo che lui amava molto. L’intervista, inedita ed esclusiva, è stata pubblicata sul libro, “Tiziano Terzani: l’Orsigna ultimo amore”, di Giancarlo Zampini, Lalli Editore 2009. GZ www.giancarlozampini.com

nov 17

200px-Tiziano_Terzani[1]

Giovedì 25 e venerdi 26 novembre due appuntamenti su Tiziano Terzani da me condotti a Villa Smilea di Montale – comune situato fra Pistoia e Prato. Le serate fanno parte degli eventi organizzati dall’assessorato di quel comune, vedere link sotto. Giovedi sarà presente anche la grande ballerina mistica, Ivana Caffaratti, e la serata sarà dedicata a “Tiziano Terzani ed Orsigna”; venerdi, con la presenza del musicista Moreno Papi, il tema sarà. “Tiziano Terzani e 30 anni d’Asia”. Ingresso libero. Vi aspetto in tanti!

nov 17

giu 1

DSCN1857

Giancarlo Zampini, giornalista toscano, racconta in questo libro gli ultimi anni trascorsi da Tiziano Terzani ad Orsigna, piccolo borgo dell’Appennino pistoiese, rifugio dal mondo dell’informazione “troppo invadente”. Le parole stesse di Terzani ispirano il titolo. Nel volume “In Asia”, lo scrittore auspica che la pace di Orsigna lo accompagni fino alla fine dei suoi giorni. E il piccolo paese toscano diventa davvero l’ultimo ricovero di un Terzani ormai anziano, che finisce i suoi giorni nel luogo piu’ amato tra quelli visitati nel corso della sua lunga carriera. La cronaca di Zampini ripercorre il tempo orsignanese di Terzani, dal suo primo incontro con il borgo, all’eta’ di cinque anni per necessità di “aria bona”, lungo tutto l’arco della sua vita, durante la quale Orsigna ha rappresentato per lo scrittore evasione, rifugio e rigenerazione.

DSCN1863

 

virus libro i

apr 6

IMG_0523_DxO_raw

Giancarlo Zampini è stato il cronista storico di Tiziano, quello che quando nessuno pensava ancora di avere a che fare con «il Terzani», registrava le sue parole per futura memoria.E Tiziano, come tutti quelli che scrivono e che mai si sentono sicuri di fronte ai loro lettori, mai sanno  con  certezza  se  sono  riusciti  a  farsi  capire  o  no, era grato al suo Zampini che dovunque lui parlasse, a poche persone o a tante, sbucava fuori rassicurante, blocchetto di appunti e microfono alla mano per pubblicare il giorno dopo un articolo su La Nazione. Con rispettoso entusiasmo e orecchio fine Giancarlo gli è sempre stato a fianco, a Orsigna o Pistoia  o  altrove  nella  montagna  pistoiese, ed  è  a  lui che  dobbiamo  le  registrazioni,  qui  fortunatamente tutte riprodotte, di molti discorsi di Tiziano che altrimenti sarebbero spariti col vento. Orgogliosamente Tiziano diceva ai potenti di questa terra: «Voi fate la storia. Ma senza di me che la scrivo, la storia non esisterebbe!» E così dico anch’io: Senza  Giancarlo  Zampini  che  l’ha  registrata,  tanta storia di Tiziano Terzani non esisterebbe. Per questo gli dico grazie, augurando a questo suo libro, sincero e ricco di tanti begli episodi, un lungo viaggio.

 Angela Terzani Staude

Firenze, marzo 2009

 

A seguire il primo dei quarantadue capitoli che compongono il libro

L’inizio di una bella storia

   L’Orsigna: ultimo amore

“….Torno sempre anch’io e sempre più mi domando se, dopo tanta strada fatta in cerca d’un senso all’insensata cosa che è la vita, questa valle non sia dopotutto il posto più altro, il posto più esotico e più sensato; e se, dopo tante avventure e tanti amori per il Vietnam, la Cina, il Giappone e ora l’India, l’Orsigna non sia – se ho fortuna – il mio vero, ultimo amore”Agosto 1998

       Ho scelto quanto scritto da Tiziano Terzani nell’ultima pagina – dell’ultimo capitolo del suo libro “In Asia” – per fare capire a tutti coloro che avranno la possibilità di leggere dei miei incontri con il grande giornalista – scrittore in quale misura egli amava Orsigna.

       Mia intenzione, come ad oggi nessun’altro ha fatto, è mettere in luce il rapporto d’amore nato fra Tiziano Terzani e questa frazione montana del comune di Pistoia, a due passi dal confine con l’Emilia Romagna. Il paese che lo ha accolto da ragazzino nel lontano 1945, che ha continuato a frequentare anche dopo, quando è diventato uomo, marito, padre, giornalista e scrittore.

       Ho parlato a più riprese con Tiziano Terzani, so bene cosa ha significato per lui essere cresciuto in questa valle benedetta da Dio. Ad Orsigna ha fatto volare i suoi aquiloni, ha vissuto il primo innamoramento, si è costruito una casa, è entrato a fare parte della comunità come un orsignano vero, ha vissuto il quotidiano come tutti gli altri residenti.

       E’ stato uno dei maggiori promotori del paese, organizzando assieme alla Cooperativa Val d’Orsigna e Pubblica Assistenza – oggi diventata Associazione Culturale – numerosi eventi. Con il distacco ufficiale dal mondo dell’informazione – eravamo a metà degli anni 90 – Tiziano Terzani aveva moltiplicato le presenze presso la sua casa “Al Contadino”, così come la collaborazione con le due associazioni.

       Un’altra forte motivazione che mi ha spinto a raccontare questa bella storia è stata la curiosità che ho letto sul viso di tante persone quando raccontavo loro della conoscenza di Tiziano e di Orsigna. Occasioni in cui mi sentivo realmente un privilegiato: alla gente apparivo come uno che aveva visto la Madonna.

       Mio intendimento è che questa “magica” frazione sia considerata per quello che è realmente, la sua gente per quello che ha fatto nel mantenerla in vita nel corso dei secoli. Se Tiziano Terzani ha amato all’infinito questo paese, tanto da fargli godere    una visibilità maggiore della sua natia Firenze, significa che il rapporto che aveva istaurato era di grande qualità e quantità.  

       Nel corso degli ultimi dieci, quindici anni, Terzani – Orsigna si è dimostrato un binomio ancora più vistoso: da una parte l’uomo che ha contato i morti su tutti i fronti del mondo, prima in Vietnam in seguito in Cambogia, che spesso si isolava in una baita sui monti dell’Himalaya; dall’altra la quiete di Orsigna, l’Himalaya italiano, come usava spesso ricordare.

       Da sottolineare le numerose dichiarazioni d’amore che Tiziano non ha mai lesinato per questa frazione – bella da morire – dove ci si può arrivare solo se lo si desidera: esiste una strada soltanto che porta in paese, prosegue per un paio di chilometri per poi diventare una mulattiera che sale fino in “Piangrande” ed al rifugio di “Porta Franca”, terra di pascoli per i pastori a quasi 1600 metri di altitudine.

       Strano è stato il destino. Se Gerardo, il padre di Tiziano, non avesse conosciuto l’esistenza di Orsigna questa storia d’amore non sarebbe mai nata, così come se Tiziano avesse goduto di una salute di ferro. Merito del “Divino” – come usava spesso dire – e degli orsignani, gente diversa dagli altri in tutto, siano essi pastori, carbonai, mugnai, muratori, allevatori di bestiame o boscaioli.

       Mi sono chiesto più volte se questa storia poteva nascere in qualche altro paese: non so.…..a Vallombrosa, oppure sulla Consuma, forse nell’alto Mugello, a Castagno d’Andrea o San Godenzo, a Pelago o sul Pratomagno! Non lo so, non lo so proprio,  queste nominate sono alcune località che si trovano in provincia di Firenze e gravitano nel capoluogo toscano, ma non riesco ad immaginare una storia d’amore di Tiziano Terzani con una località montana che non sia Orsigna.

       A dire il vero, un’altra importante storia Tiziano l’ha vissuta, mi riferisco all’Himalaya – quella asiatica – ma è arrivata dopo, molto dopo.

Continua……………..

PER ALCUNE FOTO DELLA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL LIBRO VEDI ARCHIVIO APRILE 2009

mar 15

Lara, ultima pastora. Per anni tutte le mattine in centro storico con la ricotta e formaggio pecorino di produzione propria, questa è Lara Corrieri, originaria di Orsigna, residente in via di Mezzo, la strada che collega la strada Statale alla frazione di Vignole: “Sono circa quattro anni che non servo più la clientela del centro di Pistoia, dice Lara, erano troppe le contravvenzioni che prendevo, inoltre alcuni punti vendita molto qualificati hanno chiuso i battenti, Biagioni su tutti. Era diventato un sacrificio servire clienti nella zona Ztl”. E’ cambiata la città in questi ultimi anni: “In peggio, dice ancora Lara, sono lontani i tempi di quando arrivavo in macchina davanti il negozio e lasciavo le chiavi all’interno del cruscotto”. Sotto l’aspetto della bellezza: “Piazza del Duomo è sempre fra le più belle al mondo”. Di negativo: “I marciapiedi dove è impossibile camminare con i tacchi alti, si ha sicurezza solo usando scarpe da tennis, tante sono le buche e le mattonelle che si muovono. Riguardo il brutto, i lampioni di via Cavour, quelli in mezzo alla strada: sono passati molti anni da quando gli hanno posizionati, ma davvero ancora non riesco a capire dove sta il bello di questa scelta”. Sia sincera, lei si trova meglio ad Orsigna: “Davvero, ci vado tutte le settimane e d i giorni che posso, da sempre c’è una casa accogliente della mia famiglia”. La montagna per lei è un valore aggiunto importante alla visibilità turistica di Pistoia: “La Montagna è il valore di Pistoia, vogliamo scherzare! Dove si trovano località di analoga bellezza, intatte, dove il progresso ha fatto pochi danni perché è ancora lontano. Dalle finestre di casa mia, quella in via di Mezzo a Quarrata, vedo una mostra di mobili, dalla finestra di Orsigna vedo che Dio c’é. Non mi sembra la solita cosa”. Si rende conto che è l’ultima pastora: “Tanti giovani sarebbero disposti a fare il mio mestiere, con la famiglia accudisco un centinaio di pecore, ma la burocrazia non invoglia. Come si fa ad Orsigna a trovare spazi a norma, dotati di sistema fognari efficienti, idonei al ricovero delle pecore, la lavorazione del latte, la stagionatura. Siamo diventati schiavi di noi stessi: se oggi uno intende fare il pastore, fra strutture e pecore, dovrebbe spendere decine di migliaia di euro, che i giovani non hanno”. La montagna è bella, ma scomoda: “Chi abita è disposto anche a fare alcuni sacrifici, il ritorno è di grande qualità. Perché si ripopoli – come sta avvenendo lentamente ad Orsigna – bisogna che le istituzioni prestino più attenzione, sotto l’aspetto dei servizi e quello fiscale: la gente che fa questa scelta deve essere premiata, non penalizzata”. Lara Corrieri ha dato un nome ad ognuna delle sue pecore, dice anche che ad Orsigna ci sono Lupi: “E’ vero, negli ultimi tempi si notano più impronte, inoltre sono diminuiti come numero gli animali di taglia media come daini e caprioli”.

gen 5

Albergo Melini anniversario. La frazione montana di Pracchia, alle prese in questi giorni drammatici con l’enorme frana che ha fatto temere l’evacuazione del paese, non ha consentito di festeggiare gli 80 anni del ristorante albergo Melini. Una storica struttura di accoglienza che ha ospitato negli anni personaggi del calibro di Arturo Toscanini, Giorgio Albertazzi e famiglia, il pittore Zanzotto, Enzo Tortora, sosta obbligata anche per Tiziano Terzani che quando si recava nella sua Orsigna non mancava mai di fare una fermata. Fu fondato nel lontano 1929 da Aladino Marchigiani, che accorpò due residenze di proprietà della madre Egle Melini, racconta Lorenza, che assieme al marito Alessandro porta avanti l’attività con grande entusiasmo: “Ad Aladino subentrò il figlio Adriano, insieme ad Edda, la figlia Francesca ed il genero Luigi, che seppero coltivare la propria affezionata clientela sia stagionale che locale. L’inizio, dice ancora Lorenza, fu come trattoria, in quanto dotato di pompa di benzina diventò subito luogo di ristoro per viandanti, in seguito attrezzato con qualche camera per accogliere i numerosi villeggianti di alta borghesia che in quegli anni frequentavano il paese, facilmente raggiungibile in treno. Da Pracchia partiva anche il “trenino” della FAP (Ferrovie Appennino Pistoiese) che collegava tutte le altre località della montagna, fra le quali Maresca, Gavinana, ecc. Troppa fu la fretta nel decidere di eliminarlo”. Erano i tempi di grande vitalità, la ferrovia Porrettana incoronò Pracchia come capitale dell’Appennino Pistoiese. Il locale negli anni necessitò di modifiche e ampliamenti, l’ultimo nel 2005, con il subentro nell’azienda di Lorenza ed il marito Alessandro che al Ristorante Albergo hanno aggiunto anche un negozio di complementi d’arredo in cantina, dove per le feste natalizie viene allestito l’albero di Natale rovesciato: non è posato sul pavimento ma è ancorato al soffitto. Dice ancora Lorenza: “Oggi ci conoscono per la buona cucina, la partecipazione ad eventi estivi come “Sentieri Acustici”, di recente per avere ospitato parte della troupe cinematografica che ha girato il film su Tiziano Terzani ad Orsigna. Inoltre siamo meta apprezzata per chi desidera fare una vacanza, escursioni in bicicletta (Alessandro è guida mountain bike), visitare i poli dell’ Ecomuseo della Montagna Pistoiese. La montagna chiede poco, in cambio offre molta storia, qualità di vita, acqua pura e natura, per questo non va dimenticata: Lorenza, Alessandro e Francesca del “Ristorante Albergo Melini” di Pracchia ci insegnano.

ott 24

Famiglia TerzaniPresentato il Film su Terzani. Pistoia. Presente la famiglia Terzani al gran completo, è stato presentato in conferenza stampa presso la sala maggiore del comune di Pistoia il film, “La Fine è il mio inizio”, tratto dal libro di Folco Terzani, che del film è anche lo sceneggiatore. Una storia che ripercorre gli ultimi mesi di vita del grande giornalista scrittore, attraverso il libro dettato da Tiziano al figlio nei tre mesi prima di morire: un’ora di dialogo al giorno consentì a Folco di conoscere tutto sul proprio padre, dalla nascita alla morte. Il film, è stato interamente girato ad Orsigna dove Tiziano Terzani era arrivato da bambino nel lontano 1945 ed è morto il 28 luglio del 2004 presso la propria abitazione nella borgata “Al Contadino”, terra di confine con  l’Emilia Romagna. A vestire i panni di Terzani è stato Bruno Ganz, il figlio Folco impersonato da Elio Germano, l’attrice austriaca Erika Pluha nei panni della moglie Angela Staude Terzani, la bellissima Andrea Osvart nel ruolo della figlia Saskia. Attori anche gli abitanti di Orsigna, quasi tutti hanno ricoperto il ruolo di comparsa con eccellenti risultati. Produttore del film Ulrich Limmer della Collina Film Production di Monaco di Baviera, dal quale è nata l’idea, come lo stesso ha precisato: “Mi trovavo in vacanza in Sardegna quando ho letto il libro di Folco, “La Fine è il mio inizio (Longanesi), sono rimasto affascinato da questa stupenda storia fra padre e figlio, ho recepito subito il messaggio che Tiziano Terzani ha inteso dare, in particolare riguardo il confronto con la morte. Confesso che girare il film a Pistoia ed Orsigna è stato per me un grande regalo”. Folco Terzani ha sottolineato la difficoltà a raccontare un dialogo, all’apparenza più teatrale che cinematografico, ed aggiunge: “Preso atto che si trattava di una cosa difficilissima ho risposto subito di si all’invito di Ulrich Limmer: se è difficile sarà sicuramente bella mi sono detto”. I dialoghi di Bruno Ganz sono stati girati tutti in lingua tedesca, anche se l’attore svizzero parla bene italiano,  mentre Elio Germano – già premio David di Donatello – in italiano, dopo una accurata lettura in lingua tedesca. Fra i presenti alla conferenza anche Ugo di Tullio, presidente della Toscana Film Commission, che ha fatto un grande complimento ad Orsigna e Pistoia: “E’ il nostro lavoro sostenere tutte le produzioni che si svolgono nella nostra regione: non abbiamo Cinecittà, ma una Cinecittà naturale, il film è stato girato nell’habitat naturale tanto caro a Tiziano Terzani”. Elio Germano ha detto che interpretando questi ruoli gli attori diventano più umani: “Alloggio in una casa dove ho anche il camino, a tre curve da quella di Terzani: una esperienza irripetibile. Ad Orsigna c’è tutto, mancano solo gli spogliatoi al campo sportivo. Il sindaco Renzo Berti (che provvederà a fare gli spogliatoi) sottolinea come questo film sia una grande opportunità per la montagna pistoiese, per la quale augura un ripopolamento: “Un paese non vive se non ci sono abitanti, aggiunge Berti, grazie a Terzani saranno sempre più numerosi gli amanti di questa terra”. Assenti giustificati le attrici, Bruno Ganz (tutto set e casa per studiare la parte) il regista  Jo Baier volato a Berlino. Orsigna è stata blindata per oltre un mese, una cinquantina i componenti la troup tedesca che ha alloggiato ad Orsigna, Pracchia, presso le borgate di casa Moretto, Casa Sandrella e Menta. Il Film – secondo le previsioni – entrerà in distribuzione nell’autunno 2010.

ott 10

Continuano le riprese del film su Tiziano Terzani “La fine è il mio inizio”, tratto dal libro omonimo, pubblicato da Longanesi nel 2006, scritto dal figlio Folco. I lettori ed appassionati del grande giornalista-scrittore – scomparso il 28 luglio del 2004 all’età di 66 anni – ricorderanno che questo libro fu dettato da Tiziano al figlio nei tre mesi prima di morire: un’ora di dialogo al giorno consentì a Folco di conoscere tutto sul proprio padre, dalla nascita alla morte. La troupe tedesca è giunta ad Orsigna a metà settembre, molte le scene girate, in larga misura ad Orsigna, Pracchia, anche a Pistoia. Definito in corso d’opera il cast degli attori principali, anche il ruolo di Angela Terzani Staude, che in un primo momento sembrava dovesse essere ricoperto da Stefania Sandrelli, è stato affidato all’attrice austriaca Erika Pluhar; ad Andrea Osvart  il ruolo della figlia Saskia ed a Gianni Cavina quello dell’orsignano Mario, da sempre uomo di fiducia di Tiziano Terzani: riguardo invece le comparse la produzione tedesca, la Colina Film Production di Monaco di Baviera, ha attinto alla comunità di Orsigna. Definiti da tempo invece i ruoli di Tiziano Terzani, andato all’attore svizzero Bruno Ganz, e quello del figlio Folco, affidato all’italiano Elio Germano. A Folco è stata affidata anche la sceneggiatura, la regia è di regia di Jo Baier. Ancora pochi i commenti alle scene girate, i privilegiati sono stati i residenti di Orsigna, ma il loro rispetto della privacy gli fa stare piuttosto …abbottonati, ancora non si sono sbilanciati. Non sappiamo niente riguardo il doppiaggio: per come abbiamo conosciuto Tiziano Terzani crediamo che sia uno dei compiti più difficili, anche se negli ultimi mesi di vita la stessa era notevolmente cambiata. Il film è comunque nato sotto una buona stella, ci riferiamo alla stagione che ci ha regalato un settembre ed inizio ottobre particolarmente gradevole. Considerato che la quasi totalità delle scene vengono girate tutte in montagna i rischi di qualche nevicata anticipata erano davvero tanti. Inoltre, non va dimenticato, molti dei dialoghi fra babbo e figlio si sono svolti nell’aia di casa, “Al Contadino” nei mesi di maggio, giugno e luglio del 2004, quando la vegetazione appariva diversa da adesso. Una caduta anticipata delle foglie avrebbe causato un grave danno alle immagini.

« Previous Entries